San Giuseppe di Cassola, Don Luigi Scalzotto va in pensione. L’ultimo saluto ai parrocchiani

Domenica 18 settembre 2016, ultima celebrazione dei parroci di San Giuseppe don Luigi, don Piero e don Luca

San Giuseppe di Cassola, Don Luigi va in pensione. L’ultimo saluto ai parrocchiani

Domenica 18 settembre 2016 si è tenuta l’ultima celebrazione eucaristica presieduta dal parroco di San Giuseppe don Luigi Scalzotto e concelebrata da don Pierluigi Dal Lin (don Piero) e don Luca Luisotto.

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Una chiesa gremita per l’ultimo saluto ufficiale che i tre amati parroci hanno fatto alla comunità dopo anni di prezioso servizio pastorale e sociale. Presenti tutti i gruppi pastorali. In chiesa una «vasta macchia azzurra» (come simpaticamente definita da Don Luigi) con tutti gli scout, rigorosamente in divisa azzurra schierati al centro della chiesa, quindi una «macchia rossa» con il gruppo dei donatori, per salutare don Luigi. Ad allietare musicalmente la celebrazione le due corali della parrocchia, il coro “Cantate Domino”, diretta dal maestro C.Rigon, e il coro giovanile “Incontro Canto” diretta dal maestro M.Locatelli, i quali si sono alternati nei vari interventi musicali. Al termine della messa numerosi i parrocchiani commossi che hanno ceduto “alla lacrimuccia” per dover salutare dei parroci tanto apprezzati negli corso degli anni.

Don Luigi va quindi ufficiosamente in pensione dopo 12 anni di servizio presso la parrocchia cassolese. Lascia il posto di parroco per approdare all’unità pastorale di Albettone, Campiglia, Orgiano e Sossano in qualità di collaboratore. Il sacerdote, che aveva precedentemente amministrato la parrocchia della Ss. Trinità di Bassano prima di arrivare a San Giuseppe, ritorna nella sua casa ad Orgiano (comune nella bassa vicentina), nei suoi territori natii dove ad accoglierlo saranno i fratelli.

«Ci mancherà la sua saggezza» dicono alcuni esponenti dei gruppi parrocchiali. Ma per la grande parrocchia di San Giuseppe, che conta circa 9000 residenti e che comprende oltre al territorio cassolese anche una porzione del comune di Bassano, si tratta di un passaggio inconsueto: infatti a partire dal primo ottobre nasce l’unità pastorale tra San Giuseppe e San Zeno.

Il Vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol ha destinando tre nuovi sacerdoti che vivranno nella canonica di San Giuseppe e che collegialmente gestiranno le attuali due parrocchie. Al suo posto sono stati nominati don Stefano Caichiolo in veste di parroco dell’unità pastorale (proveniente dalla parrocchia di Nove) e don Vittorio Gnoato assieme a don Adriano Tessarolo in qualità di collaboratori.

Con don Luigi se ne vanno anche i coadiutori don Luca (inviato tra i superiori del seminario di Vicenza) e don Piero (riconfermato come assistente alla casa di cura La Madonnina di Bassano del Grappa). Ai tre sacerdoti i parrocchiani hanno fatto dei bei doni d’addio: un viaggio in Terra Santa per don Luigi, un computer portatile per il giovane don Luca, un dispositivo per poter leggere meglio per l’ottuagenario don Piero che ha commentato con autoironia «io, povero ipovedente…».

Don Piero ha suscitato sorrisi raccontando con brio che pensava di stare seduto per il suo discorso, ma i colleghi gli hanno detto «niente buffonate in chiesa» e come Woityla ha raccontato il suo ritiro, che sarà comunque attivo a sostegno degli anziani: «Lasciatemi tornare tranquillo dal padre».

Mentre don Luca si è accomiatato ricordando Giacomo, il primo giovane parrocchiano che conobbe arrivando a San Giuseppe, simbolo della “fede vivace” della parrocchia: «Quando andava a far la comunione si portava dietro anche quelli che restavano seduti, e se parlavo troppo non si faceva problemi a richiamarmi: “Luca, basta, te sì longo…”».

 


 

Di seguito proponiamo più approfonditamente i pensieri di commiato che i tre parroci hanno espresso durante l’omelia.

 

Don Luca Luisotto

«Il primo pensiero che mi viene in mente è che ogni volto incrociato in questi anni diventa una storia, grazie per questo cammino fatto insieme che mi ha permesso di costruire ogni singola storia. […] La prima persona che ho conosciuto in questa parrocchia è stata Giacomo, penso che quasi tutti lo conosciate, per chi non lo conosce Giacomo è quel ragazzo in carrozzina col caschetto, ho capito subito il motivo del caschetto perché quando mi ha visto si è subito alzato e ha iniziato a corrermi incontro. […] Cosa lui mi ha insegnato!?! (visto che è stato il primo incontro in parrocchia) mi ha insegnato che la fede è “vivace”, perché Giacomo mentre veniva a fare la comunione “tirava su” tutti quelli che non la volevano fare, allora lui è stato più “pescatore” di me, ogni volta che varcava questa chiesa, pescava i fedeli e li portava col sorriso verso l’incontro col Signore. […] Auguro a tutti di prendere esempio dall’entusiasmo di Giacomo e vivere la fede cristiana in modo meno “ingessato” e più vivace.»

«Il secondo pensiero è una frase di San Giovanni Bosco: “Ricordatevi che l’educazione è cosa di cuore e solo Dio ne è il padrone e noi non potremo riuscire in cosa alcuna se Dio non ce ne insegna l’arte. Per arrivare alla mente dei ragazzi si deve passare per il cuore. Ma chi ha le chiavi del cuore dei ragazzi? Solo Dio le ha! L’educazione è un’arte che solo Dio può insegnare.”» […] Ho iniziato molti incontri formativi diocesani con questa citazione di Don Bosco, l’importanza di quanto educare dev’essere un dono che innanzitutto chiediamo a Dio. Me la sono ripetuta in questi ultimi giorni in cui ho iniziato una nuova avventura formativa prestando servizio come docente educatore presso il Seminario Minore e Teologico della diocesi di Vicenza. Chiedo a voi parrocchiani di pregare per me  affinché io possa sempre dare il massimo nell’accompagnare educativamente i giovani studenti che mi sono stati, e mi saranno affidati in futuro.»

«[…] come ultimo pensiero vi propongo una citazione dal vangelo, che Gesù sembra chiedere, quasi come fosse un comandamento: “Fatevi degli Amici”, tratta dalla Parabola di Simeone, […] qui a San Giuseppe di amici me ne sono fatti molti, con i quali condividere le fatica e le gioie di una strada percorsa. Allora un augurio che il Signore sappia guidarvi nel mantenere gli amici che già ci e vi accompagnano nella quotidianità della vita, e di conoscere nuovi amici che sappiano diventare “compagni di viaggio” e non aver paura di aiutarci a crescere. Allora che il Signore continui a donare a ciascuno di voi persone amiche che sanno farsi vicine. […] Vi ringrazio ancora per quell’amicizia e la possibilità che mi avete dato di crescere umanamente e spiritualmente. Il bello di essere cristiani è che ci sentiamo vicini e continuiamo a pregare gli uni per gli altri… E’ quell’impegno che ci aiuta ad essere vicini anche quando la vita ci impone ad essere geograficamente lontani, ma in ogni caso sempre vicini nel cuore.»

 

 

Don Piero Dal Lin

« […] Due regali intendo fare a don Luca e don Luigi. A don Luigi, come riconoscenza per questi anni insieme, qui aveva una sola parrocchia, dove va ne avrà sette, verrà “schiacciato”. Qui era schiacciato dalla responsabilità di amministrare una sola parrocchia in cui quasi tutto faceva capo a lui, dove andrà sarà un’unità pastorale gestita da 4 preti che formeranno una piccola meravigliosa squadra. Secondo le nuove linee della diocesi, che invita uomini e donne laici alla gestione amministrativa delle unità pastorali, diventeranno una “piccola gioisa macchina da guerra”. Sono sicuro che don Luigi darà il massimo, come al solito.»

«A don Luca… Siamo tutti rimasti sconcertati del trasferimento di don Luca, perché dalla diocesi ci avevamo promesso che don Luca sarebbe rimasto come filo conduttore tra vecchia e nuova gestione parrocchiale, ma il vescovo che conosce in particolar modo le qualità dei preti più giovani, ha ritenuto necessario affidare il delicato, impegnativo e difficile compito di educatore al seminario di Vicenza. Auguro a don Luca di essere aperto ai tempi nuovi.»

« […] e in ultimo un regalo che voglio fare a me stesso… continuerò a dare il mio contributo al centro accoglienza anziani della Madonnina di Bassano. Tutti mi guardano e mi dicono “Solo! Solo quello?…” complice la vecchiaia non ho più le forze e il fiato di don Luigi, che ne ha 70 (anni), bisogna che mi accettiate per quel poco che posso fare. Lo faccio volentieri”. Citando Papa Wojtyla “Lasciatemi tornare al padre”. Vi ringrazio tutti per l’affetto che mi avete dato in questi 14 anni passati con gioia in questa bellissima parrocchia.»

 

Don Luigi Scalzotto

«In questa parrocchia così grande abbiamo avuto degli amici che non esprimono la stessa nostra fede cristiana, è per questo che ho voluto rivolgere questo saluto includendo anche loro. Cari amici di San Giuseppe nel lasciare questa parrocchia desideriamo fare nostra l’espressione del vostro plauso che si rivolge a Timoteo chiamando “Figlio mio”. Da giovani vedevamo in voi dei fratelli, da vecchi invece è più naturale chiamarvi “Figli”.

Noi preti che in questi anni con mansioni e doni diversi abbiamo condiviso momenti di gioia e di dolore, di festa e di lutto, portiamo nel cuore la serenità che ci viene dal aver speso un atto di vita con voi. E’ stata una grazia che il Signore ci ha concesso al di là dei nostri meriti e citando una lunga frase che mi sta particolarmente a cuore: “non è passato giorno che io non l’abbia cercata di vivere con voi”, abbiamo cercato di camminare insieme con lo sguardo nella stessa direzione. In questo tempo non sempre ci siamo riusciti per questo oggi ci rivolgiamo al Signore affinché ci insegni ancora una volta a camminare insieme per vincere eventuali sbandamenti e per sostenerci nelle difficoltà ed evitare falsi miraggi. Il Signore ci prende per mano e ci guidi per il giusto cammino. Impariamo finalmente a scambiarci le gioie per condividere le fatiche rafforzando così la fede, camminando insieme in un continuo ricevere e donare, sommare le luci, dimezzare le tenebre, non sentire la stanchezza e infine camminare insieme e prenderci ogni giorno per mano imparando a sognare insieme, pregando insieme, vivendo insieme.»

« […] Io sottoscritto e anche don Piero, pensionati del Signore, siamo chiamati a condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa, dedicata a Dio. Vi ringraziamo per l’affetto e l’amicizia che ci avete riservato nonostante i limiti di ognuno. Anche noi vi portiamo nel cuore. Inevitabilmente l’orizzonte di don Luca è diverso dal nostro ma il cuore di un pastore giovane o anziano che sia deve avere, come dice Papa Francesco, “l’odore delle pecore”. Personalmente chiedo scusa se talvolta mi sono lamentato del peso di una parrocchia così bella e impegnativa, la colpa non è vostra ma delle mie fragili spalle, oggi tuttavia non è tempo di rimpianti, neppure quello del bene non fatto, oggi è tempo di rendere grazie al Signore e di aprirci insieme al dolce rito del commiato.

Buon cammino San Giuseppe dal 1° ottobre avrai un compagno, San Zeno, vi affidiamo entrambi alle responsabili e amorevoli cure di don Stefano, don Vittorio e don Adriano.»

 

 

Al termine dei saluti dei tre parroci, l’intervento del Sindaco di Cassola Aldo Maroso

«[…] voglio fare una confidenza: Don Luigi tu non lo sai ma per me sei stata una guida spirituale, con i preziosi consigli e le numerose letture che gli mi hai consigliato prima e durante il delicato cammino in qualità di primo cittadino. Prima da molti anni in qualità di parrocchiano di San Giuseppe, e da due anni in veste di sindaco, ringrazio di cuore i tre parroci don Luca, don Piero e soprattutto don Luigi, per la costante e sempre positiva disponibilità a collaborare, insieme a tutta l’amministrazione, nella gestione degli eventi culturali, pastorali e sociali del territorio comunale.»

 

 

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