Isola dello Sport | SOLUZIONE A1

PARCO e SPORT » 6,6 milioni di euro

Isola dello Sport | SOLUZIONE PROGETTUALE A1

PARCO e SPORT

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L’INTERVENTO IN SINTESI

  • Palestra a prevalente uso scolastico e di quartiere, sede allenamenti e campionati squadre locali, max 50 spettatori, utilizzabile anche come punto di aggregazione per manifestazioni non sportive.
  • Campi gioco all’aperto (max 3 o 4), spazi urbani coperti.
  • Uso della superficie scoperta esterna come parco urbano, orti urbani, parco giochi ragazzi, percorso jogging, percorso vita.
  • Parcheggio per circa 60 auto.
  • Alta propensione alla funzione di aggregazione degli abitanti anche al di fuori dell’ambito sportivo. Bacino di utenza prevalentemente comunale con potenziale uso dei comuni limitrofi. Questa soluzione è appena compatibile con la viabilità esistente ed è auspicabile la realizzazione del collegamento da via Monte Pertica a via Portile con il prolungamento di via Monte Oro.
  • Uso del seminterrato: zona est per sedi associazioni, zona ovest per depositi comunali.
  • Risorse economiche comunque rilevanti per l’attuale momento di crisi.
  • Soluzione adatta alla esecuzione per stralci: 1° Stralcio » solo palestra e messa in sicurezza del resto (2,5 milioni di euro); 2° Stralcio » campi da gioco (2,0 milioni euro); 3° Stralcio » parco e completamento interrato (2,1 milioni di euro); Totale 6,6 milioni di euro. (importi comprensivi di IVA, spese tecniche a oneri accessori).

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IL PARCO URBANO

L’area su cui sorge la costruzione è molto estesa e raggiunge i 30’000 m2 (pari a circa dieci volte la piazza del municipio del capoluogo e venti volte quella della frazione di San Giuseppe, tanto per avere un confronto).

Al netto della superficie già interessata dall’edificio esistente restano ben 25’000 m2 circa, di cui una parte andrà destinata a parcheggio.

La dotazione di campi da gioco che il progetto di fattibilità ha inserito all’interno del perimetro della superficie coperta, è pari a 5 ed è tale da soddisfare ampiamente le prevedibili richieste in relazione al bacino di utenza considerato.

Incrementarne il numero, come già osservato in altro paragrafo, oltre ad incrementare i costi ben oltre alle prevedibili future risorse, trasformerebbe l’intervento in un centro sportivo di importanza comprensoriale, sovradimensionato rispetto elle effettive esigenze degli abitanti di Cassola.

Abbandonata definitivamente tale ipotesi, rimane da trovare un corretto uso per l’area scoperta.

La presenza di una recente urbanizzazione a nord e la mancanza di spazi a verde attrezzato di dimensione significativa sull’intero territorio comunale, inducono a proporre la destinazione a Parco pubblico, specificatamente progettato per favorire le attività fisiche libere (esempio: jogging, passeggiate, esercizi di ginnastica coadiuvata da semplici attrezzature, come quelle che tipicamente accompagnano i cosiddetti “percorsi vita”).

A guardar bene, un bel parco pubblico manca a Cassola e questa può essere l’occasione giusta per realizzarlo. Le dimensioni dell’area a disposizione sono paragonabili a quelle del “Parco Sebellin” di Rossano Veneto (circa 22’000 m2) o a quelle del “Parco Ragazzi del ‘99” di Bassano del Grappa (circa 25’000 m2).

In questa ipotesi la superficie esterna non va vista come mera area di pertinenza, ma sarà necessario assegnare ad essa un proprio valore unitario e riconoscibile, che sia in grado di garantirne la permanenza nel tempo e di scongiurare il pericolo di venir “rosicchiata” in futuro per dare risposta ad esigenze particolari contingenti.

Il Parco sarà caratterizzato da un percorso ad anello perfettamente circolare che sviluppa una lunghezza di circa 400 m, largo almeno tre o quattro metri, sul quale si potrà passeggiare o fare jogging in compagnia immersi nel verde del prato e all’ombra delle nuove alberature.

L’area all’interno della circonferenza digraderà, a partire dalla quota del percorso, con una leggera scarpata inerbita fino a raggiungere la quota inferiore, ribassata di un paio di metri.

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LA PALESTRA

La palestra è ricavata all’interno del volume esistente, previa rimozione del solaio interpiano della zona in cui erano originariamente previste due piccole piscine.

A meno che le successive fasi di progettazione non certifichino la idoneità/recuperabilità della copertura in c.a.p. esistente, se ne prevede già la sostituzione con una nuova copertura in legno, soluzione che facilita anche la rimozione del citato solaio interpiano.

La palestra avrà misure interne nette non inferiori a m 32,00 x 22,00 e si svilupperà per una altezza interna libera di almeno m 8,00. La forma sarà quella semplice e consueta, cioè a parallelepipedo retto.

16-isola-dello-sport-cassolaPer realizzare la continuità del piano di pavimento, attualmente interessato da due vasche natatorie minori, queste dovranno essere coperte da un nuovo solaio.

La palestra accoglierà un campo polivalente regolamentare per il gioco della pallacanestro e della pallavolo e sarà dotata di una tribuna a due gradoni in grado di accogliere circa 50 spettatori, oltre agli stalli per spettatori su sedia a ruote.

L’immagine qui riportata illustra una ipotetica distribuzione degli spogliatoi e dei servizi igienici, nonché un vano per il deposito delle attrezzatura, layout che dovrà essere precisato nelle successive fasi di progettazione.

Riguardo alla distribuzione generale, al controllo degli accessi e ai percorsi, con le successive fasi di progettazione si dovrà garantire l’uso della palestra da parte di due diverse tipologie di utenza a carattere sportivo:

  • UTENZA SCOLASTICA durante la mattina ed eventualmente anche al pomeriggio, nei giorni non festivi/feriali;
  • UTENZA EXTRASCOLASTICA al pomeriggio e alla sera, tutti i giorni.

Oltre a queste, dovrà essere considerata pure la possibilità d’uso per tenere all’interno della palestra piccole manifestazioni a livello di quartiere o, tuttalpiù, a livello comunale, per un massimo orientativo di 99 spettatori e in ogni caso con l’attenzione al rispetto della normativa antincendio e di quella per i locali di pubblico spettacolo.


LA PIAZZA COPERTA

Per questa ultima funzione ben si presta lo spazio connettivo al piano terra, che la struttura esistente ci offre già coperto. Una superficie al riparo dalla pioggia e dal sole, dentro la quale potranno essere pensate varie attività aggregative per gli abitanti del quartiere e più in generale del comune. A titolo di puro esempio potranno trovare posto, mostre mercato temporanee o piccole attività commerciali.

Siccome nella sua configurazione finale questa struttura conterrà 5 campi da gioco inseriti in un grande parco pubblico esterno, il massimo affollamento potrà superare spesso le 100 persone (specie in orario serale), giungendo, nelle occasioni più importanti e nei giorni di massima affluenza, a sfiorare le 250 persone.

Per questo non irrilevante numero di frequentatori sarà necessario pensare ad un locale di ristoro che, data la mancanza di esercizi pubblici (bar) nelle vicinanze, potrà attirare anche clienti non specificatamente interessati ai servizi sportivi del centro.

Questo locale di ristoro potrebbe funzionare come bar di quartiere ed accrescere quindi la valenza urbana dell’intervento. Da tener presente inoltre che il gestore del locale potrebbe essere chiamato a svolgere il compito di gestore (prenotazioni campi) e di custode del centro sportivo, come spesso accade in altre simili strutture.

In questo scenario, il progetto dovrà assegnare al locale pubblico una posizione molto visibile dalla strada e valorizzarlo con soluzioni architettoniche e di arredo particolarmente attraenti.

La posizione indicata nel presente studio di fattibilità risponde appieno a queste esigenze: il locale è infatti delimitato da grandi superfici vetrate ed è posizionato nell’angolo maggiormente evidente dalla viabilità attuale e futura, cioè quello a sud-est. Lo spazio coperto consentirà di accogliere numerosi tavolini all’aperto.

La sua posizione esterna al perimetro della palestra e degli spogliatoi, ne consentirà l’uso anche al di fuori degli orari di apertura della palestra stessa.

Il carattere urbano e pubblico della superficie coperta al piano terra potrà essere accentuato dalla creazione di alcuni pozzi di luce (rettangoli rossi nella figura) cioè grandi fori sul tetto (ottenuti semplicemente smontando qualche elemento prefabbricato) atti a far penetrare la luce a livello del piano di calpestio. Al di sotto di questi pozzi di luce sarà possibile mettere a dimora alcune essenze vegetali ornamentali.

Uno dei preesistenti invasi dell’ormai “Ex AcquaPark” potrà essere convertito in un’area per lo skateboard oppure, in uno specchio d’acqua dello spessore di qualche decina di centimetri dall’effetto molto scenografico.

Questi particolari architettonici (pozzi di luce, specchio d’acqua, sedute attrezzate) possono sembrare superflui e inutilmente costosi ma non lo sono perché essi svolgono la importante funzione di rendere gradevole e attrattiva l’immagine del nuovo centro sportivo, senza scadere in eccessi, distinguendolo dalla offerta piuttosto piatta presente nel comprensorio e decretandone in ultima analisi il possibile successo.

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GIOCO ALL’APERTO

Oltra alla palestra coperta, il centro ospiterà altri quattro campi da gioco. Dopo che sarà smontata l’attuale copertura in elementi prefabbricati, il solaio di pavimento del piano primo esistente diverrà esso stesso la nuova copertura.

Questo solaio, già dotato della cappa in calcestruzzo e ben conservato, fu progettato per sopportare carichi ben maggiori di quelli normalmente gravanti sulle coperture. Usarlo come semplice copertura sarebbe un po’ uno spreco e demolirlo inutilmente costoso.

Da qui l’idea di attrezzarlo con campi da gioco all’aperto sul tetto, facilmente raggiungibili con le scale già realizzate e anche con l’ascensore per l’accessibilità ai disabili (dato pure che il relativo vano è già presente).

Si recupereranno così più di 2300 metri quadrati ad uso sportivo, senza impegnare un solo metro quadrato in più di terreno vergine, unendo alla convenienza economica un segno di rispetto per l’ambiente e di risparmio del territorio.

I campi da gioco sul tetto saranno verosimilmente molto ricercati dagli utenti: specie nella stagione estiva, sarà molto apprezzata la maggior brezza che spira in quota e la vista dell’orizzonte e dei monti. Come tutti i campi da gioco a livello del piano di campagna, saranno anch’essi dotati di retine semi invisibili parapallone che l’architetto progettista saprà inserire su interessanti esili strutture metalliche, utili anche a sostenere l’impianto di illuminazione a led.

Sfruttando la superficie esterna al volume fuori terra che copre il grande piano interrato si potranno realizzare altri due campi da gioco. I quattro campi da gioco all’esterno avranno preferibilmente le misure minime regolamentari del campo da calcio a 5 (calcetto) che risultano compatibili con il gioco della pallavolo e del minibasket.

In particolare, il campo 4 potrà raggiungere dimensioni maggiori, fino a m 37 x 19, tali da consentire il gioco del tennis o della pallacanestro. Altri campetti minori per il gioco delle bocce o del beach-volley potranno essere inseriti nelle successive fasi di progettazione.


L’ESECUZIONE NEL TEMPO

La realizzazione avverrà per fasi o stralci successivi. Nella prima fase si provvederà allo smontaggio parziale del terzo impalcato e alla messa in sicurezza e collaudo delle strutture, provvedendo subito dopo alla impermeabilizzazione del tetto e dell’estradosso del solaio esterno di pavimento del piano terra a protezione definitiva dell’interrato.

La seconda fase vedrà la realizzazione della palestra, degli spogliatoi e dell’accesso dalla via Portile dove sarà necessario prevedere anche un parcheggio, inizialmente di contenute dimensioni. Solo dopo aver reperito le ulteriori risorse verranno realizzate le rimanenti strutture sportive programmate.

L’attuazione del programma di intervento completo richiederà un lungo periodo di tempo, misurabile in anni, necessario al reperimento delle adeguate risorse economiche. Nel periodo transitorio, lo spazio coperto al piano terra rimarrà “al grezzo” e potrà accogliere manifestazioni temporanee diurne (mostre, mercatini) mentre l’area esterna, in attesa della sua configurazione definitiva a Parco sarà mantenuta a prato. Il piano interrato, pulito e bonificato, potrà servire come deposito.
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IL RIUSO DEI MATERIALI

Dallo smontaggio dei 2500 m2 di copertura si ricaveranno circa 75 tegoli in c.a.p. che sviluppano la notevole lunghezza complessiva di 1 chilometro circa. Dato che il costo del loro smaltimento sarebbe molto elevato, viene spontaneo suggerirne il riutilizzo per realizzare la recinzione dell’area, come indicato nello schema grafico allegato (come già realizzato dallo studio TIXA in altre simili occasioni).

Nell’incavo tra i due tegoli accostati si potrà mettere a dimora un’essenza vegetale sempreverde tappezzante o un’essenza arbustiva profumata come ad esempio la lavanda. Questa soluzione funzionerebbe anche come efficace barriera anti-rumore, utile nel caso venga realizzata la programmata bretella a scorrimento veloce che lambirà il lato sud dell’area. I tegoli rimanenti potranno trovare nuova vita come contenitori di coltivazioni di un orto urbano, come illustrato nello schema allegato, al quale si pensa di destinare una parte dell’area scoperta.

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