intervista Giannantonio Stangherlin

Intervista a Giannantonio Stangherlin | Assessore all’Urbanistica e all’Edilizia Privata del Comune di Cassola

Lista Civica VIVERE CASSOLA

Intervista a Giannantonio Stangherlin | Assessore all’Urbanistica e all’Edilizia Privata del Comune di Cassola

Lunedì 5 dicembre 2016 abbiamo intervistato l’Assessore all’Urbanistica e all’Edilizia Privata del Comune di Cassola Giannantonio Stangherlin.

Classe ‘69, di professione avvocato, felicemente sposato da 16 anni con Sabina e padre di Gianmaria (11 anni), da un paio d’anni si occupa di questioni legate alla comunità di Cassola essendo stato eletto Consigliere e in seguito nominato Assessore.

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Una storia personale ricca di volontariato: una ventennale collaborazione con la Caritas di San Zeno, seguendone il collegamento con Bassano del Grappa e Vicenza, nonché un decennale impegno in veste di Consigliere per gli Affari Economici, con la Parrocchia di San Zeno di Cassola. Percorsi sociali che gli hanno permesso di affinare la propria sensibilità nel cogliere le peculiarità e le problematiche delle persone e dei singoli casi.

Un curriculum di volontariato che ha consentito all’Assessore Stangherlin di assimilare numerose esperienze nel corso degli anni in cui, come egli stesso afferma: «Ho imparato ad ascoltare tutti e a valutare tutte le opinioni prima di prendere delle decisioni. […] Questo ho fatto in passato e questo continuerò a fare anche nel ruolo istituzionale che attualmente sto ricoprendo in qualità di Assessore del Comune di Cassola.»

Un ruolo complesso e impegnativo quello affidato alla figura dell’Assessore all’Urbanistica ed Edilizia Privata, un ruolo che oltre ad una preparazione tecnica richiede anche una capacità di “saper interpretare” le reali esigenze del territorio, in profonda sinergia con i rappresentanti dell’intera Amministrazione comunale. «Il ruolo che mi è stato affidato lo vivo quotidianamente come l’estrema forma di servizio che un uomo possa rendere alla propria comunità – afferma l’Assessore e aggiunge – Diceva Papa Paolo VI: “La politica può essere la più alta forma di carità se la s’intende come servizio nei confronti degli altri”. Se non credessi in questo non avrei mai accettato di affiancare questa forma di impegno civile ad un lavoro già di per sé impegnativo e totalizzante, quale è la professione di avvocato, e al ruolo di marito e di padre. Spero solo che la mia famiglia mi perdoni per il minor tempo che le dedico in questo periodo…».


Quali sono i motivi che hanno spinto Giannantonio Stangherlin a candidarsi nel 2014 con la lista civica Vivere Cassola?

I motivi principali me li hanno forniti sia l’analisi di quello che era avvenuto negli ultimi anni a Cassola, sia la prospettiva di  portare il paese fuori da una dimensione di “soggezione”, ma soprattutto consegnare alle generazioni future un paese migliore sotto tutti i profili, da quello territoriale e urbano a quello culturale e delle relazioni interpersonali.

Per troppo tempo a mio avviso Cassola è stato un comune “diviso”, non casualmente, secondo la filosofia del “divide et impera”. C’era bisogno di guardare oltre le divisioni e creare una nuova generazione di amministratori che oltre alla novità in sé, riportasse i nostri concittadini ad esprimere liberamente le proprie opinioni, senza timore di essere prima o poi “castigati”, che risvegliasse la loro passione per l’impegno civile e facesse comprendere loro il valore aggiunto dell’unità (pur nella diversità), della partecipazione e della condivisione.

Tutto questo era una mia aspirazione personale, ma è stata la conoscenza di Aldo Maroso che mi ha definitivamente convinto a mettermi in gioco e a servire il mio paese. Con la sobrietà, la sincerità e la trasparenza, che lo contraddistinguono, Aldo mi ha subito attivamente coinvolto nel progetto della lista civica “Vivere Cassola”, indicandomi colleghi di “ventura” che avevano le carte in regola per affrontare la sfida del cambiamento e lo sforzo teso al miglioramento della qualità della vita dei nostri concittadini.


Quali sono i compiti e i programmi dell’assessorato all’Urbanistica ed Edilizia?

I compiti dell’assessorato all’urbanistica e all’edilizia sono molto complessi e vanno dalla la pianificazione del territorio all’individuazione di regole e procedimenti che disciplinino l’edificazione. Per semplificare, si tratta rispondere alle seguenti domande: dov’è possibile edificare? cosa è possibile edificare? quali caratteristiche deve avere l’edificazione? Quale percorso amministrativo è necessario seguire per poter edificare? Per rispondere a queste domande, però, occorre avere in mente la visione prospettica del territorio che si vuole raggiungere nel tempo, ed è una visione che deve considerare i luoghi dello svolgimento delle attività economiche, quelli dell’aggregazione, quelli della residenzialità, quelli dei servizi pubblici (o privati ad uso pubblico), i collegamenti viari, ecc. Progettare con equilibrio tutto questo significa incrementare la qualità dell’ambiente urbano e periurbano. Progettare tutto questo con la logica di accaparrarsi il consenso, magari a fini elettorali, rischia di creare dei “mostri” devastanti per il paese.

Diciamo che in questi due anni abbiamo gettato le basi per un’urbanistica nuova: con il 9° Piano (1° Stralcio e 2° Stralcio) abbiamo inciso profondamente su istituti importanti come la Perequazione, il Credito Edilizio e la Compensazione Urbanistica.

Abbiamo però introdotto nella pianificazione anche alcuni principi come quello dell’Inclusione Sociale, quello della Tutela dell’ambiente, della sicurezza e della qualità della vita e come quello della Prevenzione e lotta al Degrado Urbano e Sociale.

L’inclusione sociale è stata una novità del 9° piano (2° Stralcio), nel quale sono stati riservati gratuitamente al Comune – d’accordo con i proprietari – piccoli lotti di edilizia sociale (per famiglie giovani, anziani soli o disabili) all’interno di due lottizzazioni private: una a San Zeno e una a San Giuseppe.

La tutela della sicurezza delle persone e della qualità della vita trova espressione, per esempio, nel cosiddetto BICIPLAN, il piano per la mobilità sostenibile che ha rivisto l’assetto delle piste ciclabili del nostro territorio comunale.

La lotta al degrado urbano, cioè la prevenzione di fenomeni di “ghettizzazione” di alcune parti del territorio, è il fulcro attorno al quale ruotano tutte le politiche urbanistiche dell’amministrazione Maroso, perché è sinonimo di rigenerazione urbana e di contrasto allo spreco di suolo. Con il 9° piano (2° stralcio) sono stati recuperati alla destinazione agricola o di mitigazione ambientale circa 38.000 mq di territorio. Ciò non significa totale proibizione del consumo di suolo, bensì promuovere una pianificazione partecipata, trasparente, attenta alle esigenze della comunità, appunto, nella logica del miglioramento della qualità della vita.

A proposito di rigenerazione urbana, sempre con il 9° piano (2° Stralcio), è stata introdotta la disciplina dei crediti edilizi, che permette di trasferire la cubatura di un edificio degradato o degradante in aree previste dal piano stesso, previa demolizione del medesimo edificio. Si tratta di uno strumento urbanistico che offre potenzialità maggiori, per certi versi, anche del famoso “Piano casa”, però con l’obiettivo, non solo di far ripartire il comparto delle costruzioni, ma anche (e principalmente) di eliminare gli elementi di degrado urbano o ambientale.

La riqualificazione urbana passa anche attraverso una nuova visione dell’area dell’ex Caserma San Zeno (che piacerebbe trasformare in un vero e proprio “campus” per le associazioni e la cultura, creando – attraverso la realizzazione di un parco – un collegamento in sicurezza con le scuole ed il centro anziani posti a nord), una nuova convenzione con la Parrocchia di San Marco di Cassola (che permetta di riqualificare il centro del capoluogo, rendendolo maggiormente fruibile dagli utenti delle scuole, della palestra e degli edifici parrocchiali), la valorizzazione ambientale di un’area di circa 5000 mq a nord di Cassola (in collaborazione con il relativo quartiere), la realizzazione di un parco di 22.000 mq a San Zeno, lungo Via Kennedy (con previsione di far realizzare al privato una casetta di quartiere), in attesa che S.P.V. realizzi il sottopasso di San Zeno (la cui progettazione definitiva, a quanto ne so, è pronta).


Con l’avvicinarsi del periodo natalizio l’Amministrazione ha deciso di intensificare le attività di vigilanza sul territorio di Cassola. Come verranno gestiti e per quanto tempo dureranno i pattugliamenti straordinari anti rapina da parte degli agenti della polizia locale?

Dai primi di dicembre, fino all’Epifania, i pattugliamenti giornalieri anziché terminare alle ore 19:00 (come di consueto) termineranno alle ore 21:00. Due giorni alla settimana, mai fissi (può essere un sabato, o un venerdì assieme ad un altro giorno), gli orari di pattugliamento verranno prolungati fino a notte inoltrata.


La Regione Veneto ha recentemente stanziato a favore del Comune di Cassola un finanziamento a sostegno del progetto “Cassola | Città delle Persone”, un piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche del territorio comunale. Com’è nato il progetto? Quali sono i suoi principali punti di forza? Come saranno programmati i lavori di messa in sicurezza delle aree “sensibili” finora individuate?

La Regione Veneto ha stanziato un contributo al Comune di Cassola attraverso un bando per la realizzazione dell’ascensore nella sede municipale.

Si tratta di un contributo di circa 40.000 euro, naturalmente i lavori di realizzazione dell’ascensore come già si è potuto vedere sono terminati e quindi la comunità può già usufruire ed apprezzare questo nuovo servizio.

Il progetto Cassola Città delle Persone era nello stesso DNA di un’amministrazione che fa del miglioramento della qualità della vita e del rispetto delle persone due capisaldi fondamentali.

Non potevamo non avvertire la necessità di introdurre una pianificazione e programmazione anche delle opere necessarie a rendere la città pubblica fruibile a tutti, non soltanto alle persone normodotate, ma anche alle persone che avessero effettivamente delle problematiche nella deambulazione (disabili, anziani, infortunati, mamme o papà con carrozzine…): si tratta di una scelta di civiltà, che ha una connotazione culturale molto forte, poiché sensibilizza al rispetto e avvicina la comunità anche alle categorie di persone più indifese e a rischio di emarginazione, oltre che contribuire – anche sotto questo versante – al miglioramento della qualità della vita di tutti.

Il progetto Cassola Città delle Persone, una volta completato, permetterà di individuare le priorità che le varie professionalità coinvolte ci indicheranno, anche se, ascoltando le opinioni dei nostri concittadini, abbiamo già individuato, ad esempio negli ambiti in cui ci sono i cimiteri, delle situazioni in cui le barriere architettoniche vengono maggiormente percepite come disagio. Quindi inizieremo anche da lì a porre rimedio a questi impedimenti che i cittadini ci hanno spesso segnalato.

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Isola dello Sport. Nei primi mesi del 2017 verranno avviati i cantieri per la riqualificazione dell’ex AcquaPark. Può raccontarci qualcosa in più?

In realtà, nei primi mesi del 2017 verrà realizzato il progetto preliminare relativo a tutta l’area dell’ex Acquapark, che oggi possiamo probabilmente definire come la nuova “Isola dello Sport”.

Farà seguito la progettazione definitiva ed esecutiva del primo lotto del primo stralcio, vale a dire della nuova Palestra della Scuola Media G. Marconi e messa in sicurezza di tutto l’immobile esistente (per una spesa di quasi un milione di euro) con possibile cantierabilità del medesimo nella seconda metà del 2017.

Questo è l’obiettivo che noi tutti abbiamo, perché ci teniamo in modo particolare che quell’area venga riqualificata e riportata a nuova vita.

Per farlo intendiamo ridurre l’impatto di quel “mostro” che tutti oggi possono vedere è trasformarlo in qualcosa di utile per la comunità senza farsi prendere da manie di protagonismo e senza fare il passo più lungo della gamba come è avvenuto in passato. Con queste prerogative e con questi presupposti riteniamo di dare una risposta seria e veloce al nostro paese.

Naturalmente, trattandosi di un’opera incompiuta, ha diverse problematiche da risolvere ancora. Molte le abbiamo superate e risolte attraverso un duro lavoro fatto nei primi due anni di mandato per recuperare la disponibilità dell’area e individuare il percorso più idoneo da seguire per la sua riqualificazione.

Adesso stiamo completando questo percorso assieme alla cittadinanza, facendo loro capire le problematiche tecniche ed i vincoli di bilancio. Non dimentichiamo che è stato stanziato un contributo statale di 1 milione di euro – parzialmente già speso dalla precedente amministrazione per circa 750.000 euro – per la cui conservazione l’attuale amministrazione Maroso si sta fortemente adoperando.

Grande è la voglia di migliorare una volta per tutte, e in modo definitivo, uno scorcio di territorio che ha subito uno sfregio edilizio indiscutibile in questi anni.

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Slitta ancora l’avvio dei cantieri della “BRETELLA EST”, la strada che collegherà Bassano con Cassola. Quali sono le problematiche relative ai finanziamenti dell’opera? Quali sono le soluzioni che l’amministrazione comunale di Cassola sta valutando?

In realtà, parlare di cantieri per la Bretella Est, cioè la famosa Bretella ANAS, è improprio, perché della copertura finanziaria di quell’arteria stradale, da parte del Ministero dell’Economia, non si è mai vista l’ombra.

Inoltre quest’opera oggi deve fare i conti con una novità legislativa dell’aprile di quest’anno. L’entrata in vigore del Nuovo Codice degli Appalti, infatti, non consente più di pubblicare il bando di gara con il solo progetto definitivo dell’opera, ma richiede anche la realizzazione del progetto esecutivo della stessa.

Oltretutto, l’opera oggi non è più di competenza dell’ANAS di Roma, ma è di competenza dell’ANAS Veneto, e il R.U.P. (Responsabile Unico del Procedimento) attualmente afferma che si farà tutto il possibile per rendere l’opera appaltabile nella primavera del 2018, provvedendo alla progettazione esecutiva di tutta l’opera nel 2017.

Se questa “promessa” verrà mantenuta da ANAS Veneto, dalla Regione (che ha posto l’opera fra quelle a cui dare la priorità, collocandola al terzo posto nell’elenco sottoposto ad ANAS, avendo la medesima già speso circa 400.000 euro per la progettazione…) e dal Governo (che – in generale – deve garantire la copertura finanziaria delle opere commissionate all’ANAS), verrà preservata l’efficacia del procedimento amministrativo avviato 5 anni fa, qualora ciò non fosse occorrerebbe ricominciare l’iter amministrativo daccapo.

A quanto ne so – pur non avendo gli “agganci” sbandierati dalla precedente Amministrazione e, forse anche per questo, non avendoci lavorato dentro… – ANAS ha recentemente finanziato l’integrazione del progetto definitivo. Ritengo che solo dopo l’approvazione del progetto definitivo integrato, sarà possibile passare alla progettazione esecutiva dell’opera. Fermo restando che, quand’anche si arrivasse ad avere tutta la progettazione necessaria, occorrerà avere la copertura finanziaria dell’opera da parte del Ministero dell’Economia, altrimenti continueremo a non vedere nulla…

Per quanto riguarda il Comune, bisogna dire che ha già anticipato – assieme a Bassano – le spese di realizzazione delle due rotatorie (quella davanti al Grifone e quella davanti al Glamour), che in realtà dovrebbero rientrare nel progetto della Bretella. Con le ristrettezze di bilancio che abbiamo e con lo sforzo che stiamo facendo per rimediare agli “sgorbi” del passato (vedi l’ex Acquapark), non possiamo anticipare per ANAS altre ingenti somme per la progettazione esecutiva di una strada da 30-40 milioni di euro.


Da diversi mesi nei vari media locali girano articoli e “voci di corridoio” sull’inutilità, per il territorio cassolese e bassanese, di portare avanti il progetto relativo all’area del Nuovo Centro Commerciale di Cassola, lotto situato in prossimità del Grifone Shopping Center, lungo il tratto della SS47. Quali sono le posizioni dell’attuale amministrazione Maroso per gestire al meglio le problematiche di quest’altra scomoda eredità della precedente amministrazione comunale?

Esatto! Si tratta di un’eredità molto pesante, perché già nel 2012 è stata data la possibilità alla ditta proprietaria di quell’area di realizzare un centro commerciale. Addirittura, la proprietà aveva acquisito delle vecchie licenze commerciali, aveva ottenuto dal Comune l’ampliamento della superficie di vendita e aveva dato formale comunicazione di inizio dei lavori. Non avendo realizzato le opere e avviato il centro commerciale entro la metà del 2015, le vecchie licenze sono scadute, per cui alla ditta proprietaria non resta che seguire il procedimento per il rilascio di una nuova autorizzazione commerciale, secondo la nuova normativa regionale. Nel fare questo, essa ha manifestato l’intenzione di modificare il progetto originario prevedendo la possibilità di ricavare anche un discount.

Ovviamente in questo iter si inseriscono la Provincia, per quanto concerne la valutazione di impatto ambientale, e la Regione per quanto riguarda la valutazione ambientale strategica e il parere vincolante sul rilascio della nuova autorizzazione commerciale.

Il Comune di Cassola, per parte sua, non può fare altro che evidenziare, come ha fatto, alla proprietà e agli Enti, le criticità di questo nuovo intervento legate in particolar modo alle problematiche di traffico e rumore, nonché alla mancanza di un collegamento alla rete fognaria.

Ciò che ci preoccupa maggiormente – poiché intensificherebbe le problematiche appena accennate – è la realizzazione di un ulteriore discount in quell’area, già particolarmente densa di strutture analoghe, oltre che la configurazione architettonica della struttura, che attualmente non si riesce a percepire quale impatto possa avere a livello paesaggistico.

Questi sono alcuni dei motivi per cui il progetto della variante del Piano di lottizzazione originario, ad oggi, non è stato adottato dal Comune.

Tutto questo ci ha indotto a sollecitare la Provincia ad una maggiore attenzione, invito che la Provincia ha positivamente accolto, tant’è che la settimana scorsa, in occasione di una riunione appositamente tenutasi a Vicenza, ha comunicato l’intenzione di sottoporre l’opera alla procedura completa di Valutazione di Impatto Ambientale, richiamando così la proprietà a rivedere il progetto, cercando di risolvere le criticità e le problematiche sollevate dai comuni di Cassola e di Bassano del Grappa.

 

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