intervista a Fabio Loro istruttore volo libero

Intervista a Fabio Loro | Istruttore e Giudice Internazionale ai Campionati Mondiali di Volo Libero

Manta Paragliding School

Intervista a Fabio Loro | Istruttore e Giudice Internazionale ai Campionati Mondiali di Volo Libero

Abbiamo intervistato Fabio Loro, cassolese “d’adozione”, (i più lo conosceranno come il titolare della tabaccheria in centro a Cassola), ma la sua vera grande passione è legata al mondo del volo libero.

Infatti Fabio da circa 25 anni ha intrapreso, prima come pilota, e successivamente come competitore ed istruttore, questa particolarissima professione.

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Fabio inoltre è stato recentemente nominato dalla Federazione Aeronautica Internazionale (FAI), Giudice Internazionale di Gara alle edizioni 2017 dei Mondiale di Parapendio a Feltre e dei Mondiali di Deltaplano in Brasile, per questo motivo gli abbiamo posto qualche domanda per scoprire meglio l’affascinante disciplina sportiva del volo libero.

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Fabio, come ti sei avvicinato alla disciplina sportiva del volo libero?

Mi sono avvicinato al volo libero per curiosità, quando avevo 16/17 anni io e mio fratello Andrea frequentavamo il Grappa da dove vedevamo partire i deltaplani. E’ capitato che proprio mio fratello portasse a casa il modulo d’iscrizione alla scuola che aveva appena aperto a Borso del Grappa e così abbiamo entrambi cominciato i corsi.

Nel giro di sei mesi eravamo tutti e due per aria, poi un paio d’anni dopo ho cominciato a collaborare con la scuola facendo tandem, successivamente si è presentata l’occasione di fare anche il corso istruttori e da lì la passione è andata avanti. Alla fine per un caso fortuito particolarmente piacevole è diventata una professione.


Come funzionano i corsi?

I corsi sono simili ai corsi della patente. Durano dai 4 ai 6 mesi, dipende dal meteo e dalla predisposizione personale di ciascun praticante.

C’è una fase di teoria e una fase di pratica, si comincia da una collinetta dove si impara a partire e quando uno è bravo a partire si passa ai voli alti. Decollare da 50 metri o da 500 alla fine non è molto diverso…

Prima però si fa almeno un tandem con un istruttore per vedere come si reagisce alla quota. L’allievo nel frattempo si prepara anche in aula sulla parte teorica necessaria a fare i primi voli in sicurezza.

Quando l’allievo, dopo circa 30-35 voli da solo (ma con l’assistenza via radio dell’istruttore), dimostra di essere autonomo in tutte le manovre può fare l’esame e a quel punto può ufficialmente volare da solo.

La teoria spiega un po’ tutto: aerodinamica, metereologia, tecnica e tutto quello che serve per volare in maniera sicura e consapevole.


Come sei diventato istruttore?

Per diventare istruttore ci vuole ovviamente un po’ più di anzianità. Bisogna prima conseguire alcune abilitazioni e poi fare un tirocinio presso una scuola certificata.

Quando l’Aero Club d’Italia istituisce il corso istruttori si partecipa prima alle selezioni, poi c’è un corso specifico di preparazione e alla fine l’esame finale. Il corso istruttori viene organizzato ogni 3 o 4 anni.

A livello economico il corso da pilota costa dai 1000 ai 1600 euro.


Sappiamo che oltre l’esperienza da istruttore hai anche affrontato diverse competizioni.

Ci puoi raccontare qualcosa di più?

Sì, le mie prime esperienze in ambito competitivo sono state nei primi anni ‘90, tra l’altro si parla proprio degli anni pionieristici del parapendio. Ho provato un po’ di tutto: gare di distanza, gara di acrobazia, gare di precisione. Ho partecipato a competizioni di livello nazionale fino al ‘95/’96, e poi essendo diventato istruttore e dovendomi concentrare più sulla scuola, ho lasciato le competizioni e mi sono concentrato sull’insegnamento e la didattica del parapendio.

Successivamente, per caso, una decina d’anni dopo sono stato contattato dalla Federazione Aeronautica Nazionale che aveva bisogno di un giudice e da quel momento sono entrato nel circuito delle gare internazionali, però a quel punto a livello di giuria e non più da competitore.

Una curiosità, l’anno prossimo per il 2017 sono stato convocato come giudice per il Mondiale di Parapendio che avrà inizio il 1° luglio a Feltre e per i Mondiali di Deltaplano che sarà disputato in agosto in Brasile.


Come viene garantita la sicurezza dei praticanti piloti?

L’iter formativo a livello di corso prevede specificamente l’insegnamento della materia “Sicurezza Volo”, che approfondisce diverse tematiche tra cui comportamenti giusti, comportamenti da evitare, reazioni in caso di problemi, eccetera.

Dopodiché c’è un aspetto sotto il punto di vista dello sviluppo dei materiali che sono tutti quanti testati e certificati. Per sistemare i problemi più grossi quindi anche i materiali danno un grande aiuto a livello di sicurezza passiva, un po’ come avere l’ABS in macchina. Da ultimo, se proprio proprio il pilota non applica le tecniche giuste e ha a sua volta dei problemi tecnici,  c’è sempre il paracadute di riserva, in pratica si viene giù con “l’ombrello” e si salva la situazione.


Ci puoi raccontare qualcosa di più sulle statistiche degli incidenti che avvengono a Borso del Grappa?

Incidenti purtroppo ne capitano, per fortuna quelli molto gravi sono pochissimi, però è un’attività che comunque espone a dei rischi, in particolare se il pilota tende a sottovalutare i pericoli.

Se uno vola con la testa sulle spalle è abbastanza difficile che si faccia male, perché come abbiamo accennato prima, grazie alle competenze teorico-pratiche e al controllo rigoroso dei materiali, delle attrezzature e alla preparazione degli stessi, a qualsiasi livello di preparazione il volo libero è sicuro.

Se uno decide di sottovalutare questi step obbligatori di verifica può avere dei grossi problemi. Purtroppo capitano anche incidenti mortali.

Io faccio anche ricerca statistica per conto della FIVL in merito agli incidenti a Borso e la stragrande maggioranza di quelli che capitano sono dovuti a imperizia o imprudenza da parte del pilota. Se un pilota sta attento è abbastanza difficile farsi male. A Borso stimo che si facciano almeno 200,000 voli durante l’anno e gli interventi del SUEM nel 2015 sono stati meno di 20.


La zona di Semonzo e Borso del Grappa è tra le più prestigiose a livello mondiale nella pratica del volo libero. Potresti raccontarci qualcosa di più?

Confermo, soprattutto Borso del Grappa è molto molto famosa, probabilmente una delle prime tre località in Europa per quanto riguarda l’attività sportiva del volo libero, sia come pratica che come presenze. All’incirca siamo sulle 15.000/20.000 presenze l’anno di piloti che vengono qui a volare.

Anche il tasso di incidenti è direttamente proporzionali al numero di presenze, perché alla fine accade un incidente grave ogni circa diecimila voli, avendo tanta affluenza, le statistiche salgono.

Borso è molto rinomata per una serie di fattori: c’è una strada rapida per salire,  dalla pianura in appena un quarto d’ora sei su in  quota; è aperta tutto l’anno e solitamente non ci sono problemi di neve, infatti spesso è possibile partire anche in inverno dal decollo principale, posto a circa 800 m di quota.

Ci sono circa 7/8 punti di decollo orientati in tutte le direzioni e le condizioni climatiche si adattano sia ad un pilota che sta iniziando le prime esperienze di volo, sia a piloti esperti a livello competitivo, infatti partendo da Cima Grappa alcuni piloti hanno anche fatto voli da 250 km, quindi ha un ampio spettro di praticanti.

Inoltre non è neanche da sottovalutare soprattutto per gli appassionati di volo libero che provengono dall’estero che a Borso e nei ditorni si mangia molto bene e si alloggia altrettanto bene. La maggior parte dei turisti che vengono a Borso provengono dal Nord Europa, qualche volta capita il gruppetto di neozelandesi, giapponesi, coreani e americani, però la maggior parte sono tedeschi e austriaci, qualche inglese e molti provenienti dai paesi dell’Est Europa.


Hai parlato di voli da 250 km, ma come è possibile?

Sì esatto! E’ possibile fare voli da 250 km anche di più, vado a memoria ma credo che il record mondiale di volo libero attuale sia superiore ai 500 km. Queste lunghe distanze sono possibili in quanto il parapendio, come il deltaplano, vola come gli alianti, quindi plana senza motore e sfrutta le correnti ascensionali.

Un pilota sufficientemente bravino, e con bravino intendo almeno circa 6 mesi di esperienza di volo, riesce a sfruttare queste correnti ascensionali tecnicamente chiamate “termiche”, per fare quota.

Nella zona di Borso del Grappa ci sono stati voli che hanno raggiunto anche i 3500/4000 metri di quota, alle Dolomiti hanno raggiunto anche i 5200 metri di quota qualche anno fa ma bastano anche solo 1000 metri per spostarsi.

Distanze e permanenze in volo così lunghe sono tecnicamente possibili in quanto una volta salito in quota ti fai “strada” utilizzando la quota che hai, spostandoti per esempio dal Grappa verso la zona di Marostica, poi trovi altre termiche e a quel punto risali nuovamente in quota, e così via sfruttando questo ciclo continuo di correnti ascensionali il volo può prolungarsi molto nel tempo e percorrere distanze davvero molto lunghe. Come appunto voli da 250 km e oltre che sono stati effettuati partendo da Borso.

Un volo normale (3 ore di volo per una cinquantina di chilometri) non è fisicamente impegnativo, è più un discorso di testa e di tecnica, ne è la prova in fatto che volano bene sia i ragazzini di 16 anni, infatti i primi attestati di volo possono farsi già a partire dai 16 anni, sia anche persone anziane. Ci sono piloti competitori oltre i 60 anni che eccellono ancora adesso nelle proprie discipline, perchè appunto fisicamente non è impegnativo, è più un discorso di preparazione tecnica e preparazione mentale.


 

per maggiori info:

Fabio Loro

Istruttore certificato di Volo Libero

Asd Manta Scuola di Volo Libero, Via Generale Giardino – Borso del Grappa (TV)


cel. +39 329 228 6839
eMail: info@mantaonline.it

web: www.mantaonline.it

facebook: www.facebook.com/mantaonline


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