intervista a Babbo Natale bassano del grappa vicenza

Intervista a Babbo Natale | 20 anni di magiche gioie Bassanesi


Intervista a Babbo Natale | 20 anni di magiche gioie bassanesi

Ce l’abbiamo fatta! Siamo riusciti a intervistare Babbo Natale. Quello vero!

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Dopo un più o meno lungo “corteggiamento” abbiamo l’onore di proporvi una simpaticissima intervista che il nostro caro Babbo Natale bassanese ha voluto concedere ad iloveCassola.it

Con tutte le nostre forze abbiamo chiesto a Babbo Natale di rivelarci il suo vero nome, ma non c’è stato verso. Solo un indizio, piccolo piccolo, “I.M.” queste le iniziali del vero nome di Babbo Natale, che vuole rimanere nell’anonimato per non rovinare l’aura di magia legata al tanto amato e paffuto personaggio vestito di rosso.


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Babbo Natale, perché vuoi rimanere nell’anonimato?

Voglio rimanere nell’anonimato perché devo preservare la magia del Natale. Nel cuore dei bambini ci dev’essere magia, come dico sempre se credono mi vedono, se non credono non mi vedono e non possono gustare la magia del Natale. E’ bello così, mi piace così e voglio che rimanga così.

A dicembre divento Babbo Natale perché per i bambini Babbo Natale è magico, non è la mia vera persona che devono vedere, loro devono pensare al Natale, al vero significato legato al Natale, ad essere più buoni, ad ascoltare i genitori e tutte quelle belle cose lì.

Per me l’importante è questo, non mi devono riconoscere per strada, i bambini devono avere in mente solo Babbo Natale.

Per esempio quando mi vesto da Babbo Natale entro così tanto nel ruolo del personaggio che io stesso mi sento l’autentico Babbo Natale, se mi invitano per esempio a bere o a mangiare qualcosa io rifiuto, non prendo niente, perché Babbo Natale deve essere solo ed esclusivamente Babbo Natale. Poi a dirla tutta ho anche una barba particolarmente folta e ingombrante che mi impedirebbe di bere e mangiare.

La figura di Babbo Natale è questa, non mi vedranno mai con la barba “tirata giù”, come certi miei “colleghi” che girano per Bassano, i quali li vedo, per esempio, fumare e bere durante le proprie apparizioni in pubblico. Questo atteggiamenti poco “eleganti”, non sono molto belli da vedere, soprattutto per i più piccoli. Ecco quello io non lo farò mai e poi mai, non l’ho mai fatto e mai lo farò, o non faccio più il Babbo Natale.


Come ti prepari per una visita a casa di una famiglia con bambini?

Generalmente prima di tutto mi presento ai genitori qualche giorno prima della visita in vesti borghesi, perché non trovo giusto che arrivi uno in casa propria vestito da Babbo Natale e non si sappia nemmeno chi sia questa persona, successivamente, in accordo con i genitori, mi faccio consegnare le lettere dei bambini.

Durante la visita ufficiale, in veste di Babbo Natale, i bambini quando ti vedono arrivare con le letterine in mano, se prima avevano qualche timore, nel senso di pensare “mah, questo chi cavolo è??”  vedono Babbo Natale che ha la loro letterina in mano, e quindi pensano, o meglio si convincono, che sono l’autentico Babbo Natale.

Molte volte la faccio leggere a loro ad alta voce se sono bambini grandicelli, dopo chiedo loro informazioni. Si scherza un pochino insieme, si chiede loro se sono stati buoni, perché generalmente le letterine non è che mettono frasi del tipo “sono stato sempre bravo”, scrivono invece per esempio “sono stato buonino / sono stato abbastanza bravo”, tendenzialmente non mi è mai capitato di leggere “sì sono sempre stato bravo / ascolto sempre i genitori / mi comporto sempre bene educatamente / non faccio mai arrabbiare i miei genitori / faccio così /faccio colà”, diciamo i bambini ti mettono un pò nel dubbio, stanno nel vago.

Dopo si chiede ai genitori, mamma e papà, come si sono comportati. Sì da ai bambini qualche caramella.

Ovviamente non posso andare da tutti i bambini il giorno della Vigilia di Natale, sarebbe molto molto difficile e impegnativo, sarebbe molto bello portare tutti i regali il giorno della vigilia, però insomma in questa maniera per genitori hanno circa una settimana di tempo in cui i bambini sono un pò più buoni e obbediscono un pò di più.

Io ci tengo molto a farmi conoscere dai genitori prima della visita i bambini, perché così sanno con chi hanno a che fare, che non hanno a che fare con una persona qualsiasi, con uno sprovveduto, ma con una persona seria che ha a cuore il suo personaggio nel vero senso della parola.


La letterina o le letterine più simpatiche che ti ricordi?

Le letterine che ho ricevuto sono tutte belle, ma c’è n’è una di cui ho un ricordo particolare. E’ una letterina che ho ricevuto due anni fa.

Due anni fa sono stato operato al piede e di conseguenza non ho potuto fare il mio consueto “giro natalizio”, perché non mi sembrava molto bello presentarmi dai bambini in veste di Babbo Natale con le stampelle, nonostante ciò un asilo di Vicenza ha particolarmente insistito, nonostante io fossi costretto a camminare con le stampelle, che andassi comunque a far visita ai bambini della scuola, ma con grande dispiacere ho dovuto ahimè declinare l’invito.

In quell’occasione le maestre dell’asilo avevano precedentemente avvertito i bambini che per colpa di una renna Babbo Natale si era fatto male al piede e non poteva proprio andare a trovarli perché doveva curarsi e tenersi in forma per la consegna dei regali nella notte della vigilia, allora un bambino mi ha scritto questa letterina di cui mi ricordo ancora precisamente parola per parola: « Caro Babbo Natale mi dispiace che ti sei fatto male…  allora io per Natale vorrei… ecc. ecc… »

Insomma lui era dispiaciuto del fatto che io mi fossi fatto male al piede, ma penso che fosse stato ancora più dispiaciuto che non avessi potuto portargli i regalini, ovviamente e giustamente lui ha messo davanti anche i suoi diritti di bambino, in fin dei conti se lui è stato buono era giusto anche accontentare i suoi desideri.

Poi a casa mia nel mio rifugio segreto, ho tantissime letterine, ho tantissimi scatoloni pieni, non so neanche quante ne ho penso più di 20.000, non ho solo letterine, ho anche moltissimi disegni che i bambini hanno fatto per me.

In certi asili mi hanno preparato molti disegni bellissimi con le promesse dei bambini, una sorta di album con tutte le promesse e i buoni propositi che bambini hanno fatto per l’anno nuovo. Sono molto legato a questi disegni e a queste letterine, sono ricordi molto belli che conserverò sempre nel cuore.

Qualche anno fa mi hanno anche chiesto di pubblicare un libro con le letterine che ho ricevuto ma non me la sono sentita, perché le letterine sono delle emozioni private che i bambini vogliono esprimere esclusivamente con Babbo Natale, anche se chiedono regali non ha nessuna importanza, sono dei segreti che devono rimanere tali, sono lettere personali da loro a Babbo Natale e non è giusto che estranei le possono leggere.


Da quanti anni hai la passione di presentarti nel bassanese come Babbo Natale?

Sono circa vent’anni, è stato quasi un passaggio del testimone, mi spiego meglio: ho cominciato perché penso il più vecchio Babbo Natale che io conosca era mio zio. Lui è mancato circa vent’anni fa, insomma ora io ho una certa età e praticamente quando lo vedevo in centro a Bassano io avevo superato i 40 anni malgrado io sapessi che lui era mio zio per me lui era in ogni caso Babbo Natale e la cosa bella era che Babbo Natale era mio zio e non era lo zio di nessun altro bambino, era il mio zio, solo mio ed esclusivamente mio.

Mi sentivo così onorato che, appunto, mio zio era Babbo Natale, e questo sinceramente mi ha sempre inorgoglito. Quando lui è mancato volevo far conoscere la magia del Natale a mia nipote, così mia zia mi ha prestato il vestito di mio zio, poi successivamente me ne sono fatto fare un altro personalizzato da mia sorella e così parlando con una collega di lavoro io che non mi ero mai mascherato prima, nemmeno durante la festa di Carnevale, è arrivata l’occasione, la scusa giusta. Mia nipote andava all’asilo a Pove e così mi è stato proposto se andavo alla festa di Natale che facevano all’asilo.

In quell’occasione mi sono trovato con 90 bambini, le due cose che mi hanno colpito di più, solitamente Babbo Natale chiede un bacino o un abbraccio, non pensi che magari i bambini si possano stufare e pensino “eh, ma sempre questo qua! Sempre quel Babbo Natale”.

Per esempio ad alcuni bambini non avevo chiesto il bacino, così c’è stato un bambino che è venuto da me, gli ho dato il regalino, gli ho dato la caramella e si è seduto davanti a me a fissarmi un bel pò di tempo, sarà rimasto seduto lì penso un quarto d’ora e ad un certo punto si alza vieni da me mi bacia e poi scappa via subito, sinceramente mi ha commosso.

Poi, sempre in quell’occasione ricordo anche una bambina che penso che avrà voluto farsi fare almeno qualcosa come 50 foto in braccio a me.

Ecco questo è stata proprio la prima volta che ho fatto Babbo Natale.

Poi nel corso degli anni mi hanno chiesto in molti di andare a portare un pò di gioia del Natale in diversi luoghi, scuole elementari, asili, anche nei reparti ospedalieri.

Ho sempre ricevuto tantissime soddisfazioni. Io non è che dò, cioè sì diciamo io dò qualcosa, porto un pò di gioia, però ricevo molto di più di quel che dò, se io dò 10 ricevo 100.

Per me essere Babbo Natale mi appaga dentro, mi regala una gioia immensa.


Il tuo ricordo o i ricordi più belli in veste di Babbo Natale?

Mah, domanda difficile. Ce ne sono tantissimi di ricordi belli, uno dei tanti è questo: ci sono tre giovani musicisti, sono tre fratelli, un maschio e due femmine. La più grande è una studentessa universitaria, il medio un ragazzo che fa la maturità quest’anno e poi l’altra femminuccia è più piccola. In pratica sono da diversi anni che vado a casa loro e ogni volta mi fanno il concerto di Natale, suonano uno il contrabbasso, una il violino e una al violoncello.

Un altro bellissimo ricordo è che quando sono andato in una famiglia con due bambine la più grande appena mi ha visto è scappata terrorizzata in camera, invece la sorella più piccola è venuta a prendermi alla soglia del cancello, mi ha accompagnato dentro in casa, mi ha fatto sedere e ha cominciato a sgridarmi e a  rimproverarmi perché l’anno prima a Natale era arrivata una bambola che invece di avere i capelli neri aveva i capelli biondi.

Da quell’episodio tutte le letterine che ho ricevuto da quella bambina, oltre a descrivere testualmente e dettagliatamente il regalo, hanno allegate anche una foto, così Babbo Natale non potrà più sbagliare.

Altri bei ricordi sono legati agli asili. In alcuni asili ci sono bambini che “quasi ti buttano per terra” quando ti abbracciano in gruppo, i bambini dai 4 ai 5 anni pendono letteralmente dalle tue labbra, poi quasi “dire quello che vuoi”.

Vedere questi bambini con un entusiasmo e una gioia così grande nel vedere Babbo Natale e per me è una gioia incommensurabile. Sono belli, mi preparano le canzoni, le poesie, mi fanno letteralmente commuovere. Sono moltissimi gli episodi in cui vado via con una lacrimuccia che mi solca il viso.

L’innocenza dei bambini è così sincera che vedono in Babbo Natale la persona più buona del mondo.

E’ un’emozione che sinceramente si fa fatica a descrivere a parole, posso dire solo che è molto bello, è già… con tutte le cose brutte che succedono nel mondo questi bambini a cui effettivamente dai pochissimo (in fin dei conti porti loro solo delle caramelle e qualche regalino a scuola) e invece loro sono carichi di felicità. Penso che sia la cosa più importante che a livello umano Babbo Natale possa avere.

Babbo Natale Bassano del Grappa Vicenza


Babbo Natale, fino a che età i bambini “pendono” dalle tue labbra?

Non c’è un’età ben definita, si sa benissimo che i bambini molto piccoli diciamo fino ai 3/4 anni hanno paura di Babbo Natale. Per esempio agli asili nido non interessa molto Babbo Natale, perché i bambini sono ancora troppo piccoli, però già dall’asilo in poi, dai 4 anni in su, rientra la vera gioia dei bambini verso Babbo Natale. Anche quei bambini che hanno paura e timore, se sono in gruppo, non la danno a vedere i bambini, si danno forza l’un l’altro, si incoraggiano vicenda.

Inoltre, come accennavo prima, non c’è un’età ben definita, per esempio ho una signora di più di 80 anni che ogni anno ancora mi scrive le letterine e mi chiede di andarla a trovare, sono andato a trovarla anche in ospedale perché qualche anno fa è stata ricoverata all’ospedale di Castelfranco, così sono andato a farle visita in reparto vestito da Babbo Natale. Questa signora era davvero felicissima, così felice che si è commossa quasi come avesse vinto al superenalotto.

Quindi tendenzialmente chi vuol credere in Babbo Natale ci crede a qualsiasi età.

Statisticamente parlando invece ho potuto notare che le bambine credono di più, forse perché in qualche modo Babbo Natale sia legato alla figura del principe azzurro, a una sorta di figura protettiva paterna, o forse perchè sono più nel mondo della fantasia.

Per esempio nelle scuole elementari preferisco non andare. perché i maschietti dai 7-8 anni in su non credono più in Babbo Natale e fanno di tutto per “convertire” quei bambini che ancora non credo nella magia del Natale al fatto di non crede in Babbo Natale. I maschietti cercano soprattutto di convincere le bambine che crede in Babbo Natale sia una cosa stupida.

Questo è molto brutto, secondo me però tendenzialmente le femminucce anche se sono più grandicelle anche già oltre i 10 anni d’età hanno piacere a vivere ancora la magia legata alla figura di Babbo Natale, anche se in fondo in fondo, non ci credono più, ma sono comunque felici, o almeno di far finta, di credere e di vivere il personaggio e la magia del Natale.

Non tutte le femminucce lo fanno vedere in modo esplicito, perché magari hanno paura di essere prese in giro dai maschietti.


Hai preso le ferie dal lavoro per fare Babbo Natale?

Sì, in passato ho preso le ferie dal lavoro per fare Babbo Natale. Ora non più perché da qualche anno sono diventato un dipendente Inps ovvero un V.I.P.S., “vecchio in pensione”,  però fino a qualche anno fa appunto dovevo prendere le ferie dal posto di lavoro nella settimana antecedente il Natale e così lasciavo ai miei colleghi l’opportunità di poter far ferie dal giorno di Natale fino al primo dell’anno.


Quali sono le domande che i bambini ti pongono più frequentemente?

Le domande che i bambini di solito mi pongono riguardano sempre le renne: in pool position la domanda più gettonata è “dove sono le renne?”. Vogliono a tutti i costi vedere le renne!

“Ci fai vedere le renne?” soprattutto negli asili. La risposta che io dò loro di solito è che le renne non si possono vedere, sono invisibili, perché sennò gli adulti, vedendo le renne svolazzare di qua e di là, provocherebbero degli incidenti stradali.

Quindi l’invisibilità delle renne è una sorta di “sistema di sicurezza” inventato da Babbo Natale.

Poi un altro domanda che spesso mi pongono è “come si chiamano le renne?”, ma io non me li ricordo mai, forse perché ormai sono troppo vecchio, mi ricordo solo il nome della Capo Renna che si chiama Rudolf, ma i nomi di tutte le altre renne non riesco proprio a ricordarli.

Altre domande sono per esempio relative a cosa devono preparare per la notte di Natale, però quando vado a fare visita ai bambini la maggior parte delle volte sono io che faccio le domande ai bambini.

Cerco per quanto possibile di fare in modo che loro mi facciano meno domande possibile, cerco in qualche modo di evitarle, quando proprio non riesco ad evitarle comunque cerco di dare delle risposte giuste e anche un pò fantasiose.

Durante le mie visite spesso non c’è neanche il tempo di fare troppe domande, perché si fanno i canti, si fanno tante foto, ci sono dei momenti piacevoli insieme in cui ci si diverte in compagnia di Babbo Natale.


 


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