intervista Aldo Maroso Sindaco del comune di Cassola

Intervista a Aldo Maroso | Sindaco del Comune di Cassola

Lista Civica VIVERE CASSOLA

Intervista a Aldo Maroso | Sindaco del Comune di Cassola

Aldo Maroso, da maggio 2014 attuale primo cittadino di Cassola, una figura istituzionale che, permetteteci la “licenza”, ha valorizzato, e tutt’ora sta valorizzando, il volto più umano del territorio cassolese.

Bassanese di nascita (classe ‘49), sposato con Mariangela, padre di 3 figli (Silvia, Francesco, Alessandro) una vita dedita all’insegnamento, all’attività sportiva, alla famiglia, al volontariato.

Abbiamo posto al nostro primo cittadino una serie di domande per approfondire non solo l’operato politico/amministrativo dei suoi primi due anni di mandato in qualità di sindaco e capo gruppo della lista civica Vivere Cassola ma anche per scoprire qualche aspetto più intimo della sua vita privata.

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Nel maggio 2014 con il 60,10% dei consensi i cassolesi hanno espresso la volontà di sancire la fine della soprannominata “Dinastia dei Pasinati”. A distanza di due anni quali cambiamenti e quali vantaggi ha portato a Cassola l’amministrazione di Aldo Maroso?

Direi che il cambiamento intenzionale più importante è stato quello di costruire sin dall’inizio un “telaio” che mancava, cioè una struttura che permettesse ai cittadini di partecipare molto di più alla gestione amministrativa, ma soprattutto che ci fossero anche dei progetti, dei piani, che permettessero di avere una visione globale di ciò che si voleva realizzare. Per citare concretamente alcuni esempi:

  • il BICIPLAN, progetto che permette di avere una visione complessiva della rete ciclabile “possibile” del territorio. Un progetto che chiarisce quali interventi attuare secondo criteri di priorità e globalità, evitando di intervenire a “macchia di leopardo” o, di volta in volta, su quello che può sembrare utile in quel momento.
  • poi il Piano d’azione per l’Energia Sostenibile, il PAES, per ridurre le emissioni di gas serra del 20%, alzare al 20% la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e portare al 20% il risparmio energetico: il tutto entro il 2020.
  • Il PICIL Piano di illuminazione per il contenimento dell’inquinamento luminoso, un piano per mettere a norma i circa tremila punti luce della pubblica illuminazione, per ridurne il consumo energetico anche del 50%, per tenere accese tutte le lampade tutta la notte. L’intervento parte a gennaio 2017, con una concessione affidata ad un consorzio in ambito Consip (Concessionaria servizi informativi pubblici cioè la Centrale Acquisti della pubblica amministrazione).
  • Il PEBA Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche di cui ha già parlato il collega Assessore all’Urbanistica ed Edilizia Privata Giannantonio Stangherlin, di cui invito i lettori a visionare l’intervista dedicatagli » http://ilovecassola.it/intervista-giannantonio-stangherlin-assessore-urbanistica-edilizia-privata-comune-cassola/
  • l’istituzione della figura del Presidente del Consiglio Comunale. La mia precedente esperienza all’opposizione negli anni 2004-2009 mi ha fatto capire quanto importante sia la figura del Presidente, che non può essere il sindaco, perché non è parte terza e difficilmente potrà essere imparziale. Dal 12 ottobre 2016 abbiamo una nuova Presidente del Consiglio Comunale Giulia Milani, una giovane studentessa, brillante e preparata, che nonostante la giovane età ha già dimostrato di saper ricoprire con autorevolezza questo ruolo. Giulia, quando serve, sa togliere la parola anche al sindaco. Fatto inconcepibile negli anni precedenti!
  • Ma soprattutto l’istituzione dei Comitati di Quartiere, che a me personalmente piace definire l’opera pubblica più bella. Grazie a questo strumento i cittadini possono attivamente partecipare alle scelte amministrative del territorio soprattutto quando si tratti di grandi scelte, come nel caso della riqualificazione dell’area “ex Acquapark”, che possiamo ormai ribattezzare ufficialmente con Isola dello Sport.

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Dopo alcuni mesi dalla sua elezione a Sindaco, in occasione di un’intervista rilasciata all’emittente locale ReteVeneta, lei ha definito la sua amministrazione come una “Casa di Vetro”, in cui i cittadini possano “vedere” quello che succede all’interno delle mura dell’amministrazione comunale e i rappresentanti dell’amministrazione Maroso possano “vedere” quello che succede fuori. In che modo la sua filosofia di “Casa di Vetro” ha cambiato e sta cambiando l’approccio con i cittadini?

Per la realizzare quella “trasparenza bidirezionale” relativamente alla mia definizione di “Casa di Vetro”, vale a dire che i cittadini vedano da fuori come noi amministratori gestiamo il territorio, e viceversa, direi che un grande passo avanti è stato fatto grazie all’istituzione degli undici Comitati di Quartiere nel novembre del 2015.

Il vantaggio di questi comitati è che ogni cittadino non parla più con l’amministrazione come singolo, ma parla già come piccola comunità. La piccole o grandi problematiche non appartengono al singolo ma vengano affrontate e discusse all’interno del quartiere, della via, persino tra più quartieri e quando arrivano all’amministrazione rappresentano già la sintesi delle opinioni di una maggioranza. Rimane sempre una democrazia rappresentativa, ma molto più diretta. Sul fronte legislativo il decreto c.d. FOIA (Freedom Of Information Act) n. 97 del 25/05/2016 impone alle pubbliche amministrazioni di rendere molto più agevole l’accesso agli atti ai singoli cittadini, mediante una massiccia, obbligatoria pubblicazione sui siti istituzionali di un gran numero di informazioni. Ma non è tutto oro quello che luccica. Il FOIA sta portando una faticosa mole di lavoro ai vari uffici e, a opinione di alcuni attenti osservatori, non raggiunge propriamente gli obiettivi di trasparenza (vedi a proposito l’articolo di Laura Strano al link http://www.agendadigitale.eu/egov/strano-foia-ecco-i-tre-modi-con-cui-il-decreto-tradisce-l-abc-della-trasparenza_2262.htm.

Da parte mia, a inizio mandato, ho attivato il Tavolo per la Trasparenza, uno strumento in più rispetto a quanto già previsto dalla legge. Ne fanno parte, oltre al sindaco, un consigliere di minoranza, uno di maggioranza, un avvocato del foro di Vicenza, un esponente della società civile. In realtà avrei voluto questo tavolo molto più attivo, ma non è stato semplice far incontrare con una certa regolarità, persone con professioni e impegni tanto diversi.

Aggiungo anche che i numerosi accessi agli atti presentati dalla minoranza non hanno mai trovato ostacoli da parte mia. Ho sempre dato il via libera a ciascuna di queste richieste di accesso lo stesso giorno in cui mi è stata presentata sul tavolo, inviandola direttamente agli uffici competenti. Non capitava certo così nelle precedenti amministrazioni, quando, quasi sempre, la risposta alla richiesta di accesso arrivava alla scadenza del termine ultimo dei trenta giorni.


Isola dello Sport. Una volta realizzata quali vantaggi porterà l’opera al territorio di Cassola?

I vantaggi per Cassola, ma anche per il comprensorio dei comuni circostanti saranno molteplici, non solo in ambito sportivo, ma anche in ambito sociale.

Sull’Isola dello Sport i questi ultimi mesi si è già discusso molto, dunque non mi addentrerò nei discorsi tecnici relativi alle cantierabilità del progetto, già ampiamente affrontati dall’Assessore Stangherlin.

Vorrei limitarmi ha sottolineare il “valore umano” del progetto. L’Isola dello Sport è un’occasione unica, nel territorio di Cassola, per creare un grande parco di circa 30.000 metri quadrati. Un luogo in cui potranno essere praticate decine di attività sportive, da quelle tradizionali a quelle più particolari, come l’arrampicata, le bocce, lo skateboard e altre, ma non solo… infatti il parco darà spazio anche a tutte quelle attività di tempo libero e di relax come il jogging, gli orti urbani, i percorsi vita, le passeggiate, diventando anche luogo di incontro, di conoscenza e di crescita per la comunità.

In secondo luogo un’importante valorizzazione che ci è stata suggerita dai cittadini durante la campagna elettorale è proprio che una parte dell’isola dello Sport sia prioritariamente dedicata alla realizzazione della palestra per la scuola media Marconi che manca da sempre.

La palestra in questione è un Dovere, con la “D” maiuscola, che abbiamo nei confronti di degli attuali alunni, gli ex alunni e i docenti della scuola media Marconi, che da 30 anni  sono costretti a fare educazione fisica in una semplice aula scolastica. Penso sia scandaloso che permanga ancora oggi questa situazione, in una scuola media che fino a qualche anno fa presentava 5 corsi completi. Un disagio ingestibile, al punto che i nuovi insegnanti di educazione fisica arrivati lo scorso anno se ne sono già andati a gambe levate, mortificati nella loro professionalità.

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Quali benefici porterà a Cassola, e negli altri 20 comuni coinvolti, la «Smart City Pedemontana», il progetto di creare una federazione tra i comuni del Bassanese?

La Smart City Pedemontana non è una vera e propria Unione dei Comuni, e nemmeno una fusione di tanti comuni in un solo comune. Forse non è neanche una federazione. E’ piuttosto  un qualcosa di non ancora definito (non esiste una normativa di riferimento) e che deve essere costruito.

Un obbiettivo di questa “cosa” è certamente quello di migliorare i servizi di tutti i comuni che vi partecipano, guadagnando in efficienza perché pensati su una scala territoriale maggiore che coinvolga almeno 100.000 abitanti.

La sfida di questo progetto è riuscire a coniugare le particolarità, i “campanili” dei diversi comuni con l’unità dei servizi e dei piani strategici a medio e lungo termine, con l’unicità della storia e della cultura del territorio “pedemontano”.

I vantaggi di costituire una “unità” di più di centomila abitanti sono molti e indubbi. Persino superfluo elencarli.

Gli ostacoli possono essere la diffidenza di alcuni comuni, la paura di perdere la propria autonomia nelle scelte o le specifiche peculiarità territoriali. Può essere però che gli eventi, la storia, l’economia portino inesorabilmente verso questa scelta. E in questo senso bisogna essere pronti.


Sabato 3 Dicembre 2016 presso la Chiesa di San Giuseppe di Cassola si è tenuto l’estremo saluto a Don Luigi Scalzotto. Sappiamo che sia in qualità di cittadino sia in veste di Sindaco di Cassola lei era molto vicino a don Luigi. Quale ricordo vuole condividere?

Il ricordo che vorrei condividere è molto semplice. Poche parole, coerentemente con l’umiltà e la sapienza di don Luigi. Sin da quando l’ho conosciuto, prima ancora di diventare sindaco, ho avuto modo di apprezzare la sua grande saggezza. Mi ha dato, con modestia e umiltà, alcuni consigli e suggerito alcune letture, non solo di tipo evangelico ma anche di tipo etico, che mi hanno aiutato a capire quale poteva essere il mio ruolo di primo cittadino, il mio modo di rapportarmi con la gente, così come lui aveva un  suo modo di rapportarsi con i parrocchiani di San Giuseppe.

In questo senso, ricordandolo in chiesa durante le sue esequie, ho detto che Don Luigi è stato per me, anche se a sua insaputa, una sorta di guida spirituale.


Riforma Costituzionale del 4 dicembre. Gli italiani si sono espressi a larga maggioranza verso il fronte del “NO”. Anche la Regione Veneto, come la maggior parte delle altre regioni italiane, si è nettamente schierata nel respingere la riforma. Quali sono state le percentuali di scelta dei cassolesi nei vari seggi comunali? Secondo lei come si modificherà lo scenario politico italiano nell’immediato futuro?

Le preferenze del comune di Cassola sono state abbastanza in linea con le scelte a carattere nazionale, è stato registrato il 65% di preferenze a favore del “NO” e il restante 35% dei voti per il “SI”.

Osservo con soddisfazione che in Veneto il numero dei votanti è stato di molto superiore alla media nazionale, il che significa che questo referendum è stato davvero molto sentito dai veneti, oltretutto un referendum in cui non era nemmeno necessario il raggiungimento del quorum per essere approvato. E’ importante che finalmente la gente abbia parlato anche di costituzione.

Invece da un punto di vista politico, a livello nazionale, il “cambio” di governo alla vigilia dell’approvazione della legge di stabilità, l’attesa di importanti appuntamenti anche a livello europeo e mondiale  nel 2017, l’incertezza della data di nuove elezioni, creano un clima di incertezza e provvisorietà che non giova per nulla all’azione amministrativa degli enti locali.


Come viene gestita la sicurezza nel Comune di Cassola?

Per quanto riguarda i furti, le rapine, i reati di tipo predatorio, ci sarà una maggiore sorveglianza sul territorio grazie alle forze di polizia locale in collaborazione con i carabinieri. A Cassola la Polizia Locale ha attivato un aumento dei pattugliamenti, ordinari e straordinari sul territorio.

E poi c’è anche un aspetto più strutturale, cioè quello della videosorveglianza. Anche quest’anno abbiamo installato altre 16 telecamere di videosorveglianza nel territorio, in aggiunta alle 24 già esistenti. Nel triennio 2017-19 saranno videosorvegliati altri sei siti sensibili indicatici dalla Polizia Locale.

L’implementazione dei nuovi apparati di videosorveglianza ad alta definizione, gestiti dal software aggiornato consentirà un notevole miglioramento nella visione dei dettagli dei siti sorvegliati.

Per quanto riguarda i recenti, ripetuti furti nelle scuole del comune abbiamo immediatamente provveduto, attraverso specifici sopralluoghi dei tecnici, a individuare le zone più vulnerabili e i sistemi di allarme più idonei. Abbiamo messo a bilancio le risorse necessarie e i primi interventi del 2017 riguarderanno proprio questo tema.

Parlando di sicurezza in generale, quindi anche di sicurezza stradale, sono stati realizzati o avviati diversi interventi: dal segmento di ciclabile a sud del PL di via Grande (verso via Mema) con un passaggio pedonale ben illuminato a led, alla messa in sicurezza della rotatoria presso i magazzini Nico (avviata) alla ciclopedonale molto richiesta e attesa lungo via Sant’Antonio, al nuovo semaforo di via Calibri, alla più impegnativa ciclabile di via Grande, ad altri piccoli interventi come variazioni di sensi unici, divieti di sosta in punti pericolosi, tutti su richiesta e/o condivisione con i comitati di quartiere.


Nel comune di Cassola sono state recentemente installate dalla Protezione Civile cartelloniste relative alle aree deputate all’ammassamento della popolazione in caso di calamità. In cosa consiste questo nuovo sistema di segnaletica?

Il nostro gruppo comunale di Protezione Civile, un gruppo molto affiatato composto da una ventina di volontari, quest’anno, con la collaborazione degli uffici comunali, ha aggiornato il Piano Comunale di Protezione Civile provvedendo anche a installare la cartellonistica che individua le zone del comune in cui, in caso di calamità, la popolazione si dovrà radunare in attesa di soccorso, quelle in cui convergeranno i mezzi di soccorso e quelle nelle quali le persone potranno essere ricoverate per la notte. E’ il primo comune del territorio bassanese che ha adottato questa innovativa cartellonistica.

Ci sono tre tipologie di tabelle, che vengono indicate con tre lettere “A”, “R” e “S”.

  • S sta per Sicurezza per i soccorsi
  • A sta per Area di Accesso, di Attesa
  • R sta per Ricovero (anche notturno)

SAR cartellonistica protezione civile comune di Cassola

La Protezione Civile quest’anno ha fatto anche ottenuto dalla Regione Veneto un aumento di dotazione, pari a circa 10.000 €, necessario ad acquistare un nuovo carrello per portare tutta la strumentazione, un argano e tre tute antincendio. I volontari, avendo il patentino per interventi antincendio, ma non avendo, paradossalmente, le tute antincendio, erano impediti nell’esercitare loro funzione di sicurezza.

L’evento più importante che quest’anno ha riguardato la Protezione Civile non è stato fortunatamente un intervento di emergenza, ma è stata la festa celebrata il 23 ottobre 2016: il 30esimo anniversario della Costituzione dell’Ufficio di Protezione Civile e il 25esimo anniversario della fondazione del Gruppo Comunale di Volontari della Protezione Civile.

In quell’occasione erano presenti varie autorità della Protezione civile provinciale e regionale e anche le rappresentanze della Regione Lombardia. E’ stato presentato l’aggiornamento del Piano Comunale della Protezione Civile e anche la cartellonistica di cui si è appena parlato. Inoltre per l’occasione l’ARI, Associazione Radioamatori Italiani di Cassola ha regalato al Comune, che poi ha girato il dono alla Protezione Civile, una tenda  pneumatica molto efficiente di 40 metri quadrati, che durante la festa è stata immediatamente testata e utilizzata. Questo tenda pneumatica sarà utilissima per le annuali esercitazioni in sinergia con le altre protezioni civili del comprensorio.

Inoltre, nel 2016, per la prima volta è stato anche costituito il C.O.C. (Centro Operativo Comunale, responsabile delle attività a livello comunale-locale, il cui massimo punto di riferimento è il sindaco o suo delegato) in occasione della festa dei fiori di primavera a San Giuseppe.


Prof. Maroso, tralasciando la politica, e parlando un po’ della sua vita privata, sappiamo che lei ha due grandi passioni, la matematica e la bicicletta? Può raccontarci qualcosa di più?

Esatto! La Matematica e la Bicicletta (o, meglio, lo sport in generale).

Sono nato nel 1949. Mi sono laureato nel 1971 in Scienze Matematiche all’Università di Padova, e dopo appena 7 giorni dalla laurea (era il 18 ottobre 1971) ho cominciato il mio percorso lavorativo come insegnante di matematica, prima a tempo indeterminato e poi di ruolo.

Per 23 anni ho insegnato presso l’ ITC Einaudi di Bassano e presso altre scuole superiori tra cui l’istituto d’Arte di Nove e il liceo scientifico Da Ponte di Bassano; sono stato vicepreside per quattro anni e poi formatore nel Piano Nazionale per l’Informatica, a Padova, per due anni, durante i quali ho tenuto i corsi agli insegnanti di scuola media superiore che avrebbero dovuto iniziare a insegnare informatica proprio in quegli anni.

Per quanto riguarda la sport, che per me è disciplina, salute, benessere, “vivere”, sono un grande appassionato di   ciclismo, ma ho praticato anche tantissimo escursionismo in montagna, sci da fondo, sci alpinismo, anche se in seguito a vari infortuni ho dovuto ridurre assai l’attività sciistica.

La bicicletta mi ha dato molto anche a livello sociale.

Con l’associazione Ponti di Pace, ho organizzato varie spedizioni ciclistiche ad alcune delle quali ho partecipato, tutte finalizzate a promuovere la solidarietà; abbiamo realizzato vari progetti con la Caritas della Georgia, finanziandoci con le quote sociali e con la vendita dei libri che abbiamo pubblicato sulle spedizioni ciclistiche. Abbiamo finanziato interamente un campetto polivalente in erba sintetica per i bambini di strada di Tbilisi (impegno di spesa 35.000 euro); In Ecuador  la costruzione di una piccola scuola elementare (20.000 euro) e la fornitura di quindici coppie di lama ad altrettante famiglie che con questi animali riescono ad auto-sostenersi; in Uganda un progetto per impiegare le donne di alcuni villaggi nel lavoro dei campi fornendo per tre anni l’affitto dei campi e gli strumenti per lavorarli; in Congo 15 pozzi per attingere l’acqua dal sottosuolo; altri progetti a favore dell’AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie – viaggio a Gerusalemme e in Egitto) e l’ambulatorio medico a Nenette (viaggio in Senegal).
Dal 2006 al 2014, fino a poco prima di essere eletto sindaco di Cassola, sono stato segretario generale delle due società Hockey Pista di Bassano, il Roller e il Bassano 54.

Ho partecipato a grandi spedizioni ciclistiche (Bassano-Mosca; Bassano-Pechino; Cairo-Abu Simbel) e ne ho organizzato altre (Bassano-Gerusalemme; Bassano-Dakar).  Ma da quando sono sindaco “tutto questo non c’è più” (come cantava Battisti), o quasi.

Per qualche anno ho ritenuto doveroso dedicare un po’ di tempo anche al volontariato sportivo (6 anni da allenatore di calcio dei pulcini a San Giuseppe di Cassola) e a quello parrocchiale (catechista dei ragazzi di terza media nella parrocchia di San Leopoldo).

In realtà ho anche un’altra grande passione, la mia Famiglia.

La famiglia per me è un valore importantissimo, anche se in questi anni da sindaco, purtroppo, la sto un po’ trascurando.

La mia vita familiare ha visto due matrimoni. Mi sono sposato la prima volta nel 1976, ma mia moglie, purtroppo, l’anno successivo si è ammalata di tumore ed è venuta a mancare nel ’79. Mi sono risposato nel 1982 con Mariangela, mia moglie attuale. Abbiamo avuto tre figli, che oramai vivono per conto loro. Alessandro è laureato in ingegneria informatica e lavora, Francesco, laureato in biologia marina, sta concludendo il dottorato di ricerca, Silvia sta laureandosi in psicologia.

Con mia moglie e con mio figlio Francesco condivido anche tutte le passioni sportive.

Amo stare in famiglia e con i miei figli. Tutti insieme abbiamo condiviso in camper, per 15 anni, tantissimi viaggi, di mare, di montagna, di cultura, di arte, di storia, dal Portogallo alla Turchia, alla Grecia e in tutto il resto dell’Europa. Un sogno.

Un sogno che vorrei rivivere alla fine del mio mandato.

 

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